Berlin Marathon

Tigst Assefa, un'impresa oltre il limite: vince a Berlino in 2:11:04 nonostante la rottura parziale del tendine d'Achille

Foto di Scc Events

Quello che sembrava essere soltanto un finale drammatico nella corsa al record del mondo si è trasformato, poche ore dopo, in uno degli episodi più impressionanti della storia recente della maratona. Tigst Assefa ha vinto domenica la BMW Berlin Marathon 2026 in 2:11:04, nuovo record della gara e terzo miglior tempo di sempre sulla distanza, ma lo ha fatto affrontando gli ultimi chilometri con una grave lesione al tendine d'Achille destro.


La campionessa etiope, 29 anni, era stata per oltre 40 chilometri in proiezione addirittura migliore del record mondiale di Ruth Chepngetich, 2:09:56. Al passaggio dei 40 km il cronometro segnava 2:03:00 e Assefa era ancora virtualmente lanciata verso un tempo nell'ordine delle 2:09:40. Poi, improvvisamente, qualcosa è cambiato. La falcata è diventata irregolare, il ritmo è crollato e l'etiope ha iniziato a correre vistosamente zoppicando.


Nonostante il dolore e un finale diventato una lotta contro il proprio corpo, Assefa non si è fermata. Ha percorso gli ultimi 2,195 km in circa 8 minuti e 4 secondi, quando fino a quel momento aveva mantenuto ritmi da record del mondo, ed è riuscita a raggiungere la Porta di Brandeburgo con un vantaggio enorme sulle inseguitrici. Il tempo finale, 2:11:04, vale 49 secondi in meno rispetto al precedente primato personale e record del percorso, il 2:11:53 ottenuto proprio a Berlino nel 2023.


Una maratona da record fino al 40° chilometro


La prestazione assume contorni ancora più straordinari osservando i passaggi. Assefa è transitata in 30:48 ai 10 km, 1:04:57 alla mezza maratona, 1:32:19 ai 30 km e 2:03:00 ai 40 km. I suoi quattro parziali sui 10 km sono stati estremamente regolari: 30:48, 30:46, 30:41 e 30:45. A 5 km dall'arrivo la proiezione era addirittura di 2:09:36. Poi è arrivato l'infortunio, che ha cancellato in pochi minuti la possibilità di tornare sotto il record mondiale, ma non quella di portare a termine la gara.


Il risultato resta comunque storico: 2:11:04 è il terzo crono più veloce mai corso da una donna in maratona e il nuovo record della BMW Berlin Marathon. Per Assefa è inoltre la terza vittoria nella capitale tedesca, dopo quelle del 2022 e del 2023. È anche la terza volta che stabilisce il record del percorso, un primato unico nella storia della manifestazione.


Il tendine d'Achille e l'operazione di lunedì


La gravità di quanto accaduto è emersa immediatamente dopo l'arrivo. Assefa si è accasciata una volta tagliato il traguardo, è stata assistita e non ha potuto partecipare alla cerimonia del podio né rilasciare interviste. In un primo momento si era parlato genericamente di un problema muscolare, ma il direttore della maratona Mark Milde ha successivamente confermato che l'infortunio riguardava il tendine d'Achille della gamba destra.


L'atleta è stata quindi trasferita a Monaco per ulteriori accertamenti specialistici. Le prime informazioni parlavano di una possibile rottura parziale del tendine; successivamente il manager Gianni Demadonna ha comunicato che il tendine risultava lesionato e che Assefa sarebbe stata sottoposta a un intervento chirurgico lunedì 28 settembre, a Monaco, con il supporto di Adidas e sotto la responsabilità del chirurgo Johannes Gabel.


Secondo quanto riferito dallo stesso Demadonna, il recupero potrebbe richiedere circa sei mesi, anche se tempi e prognosi dovranno essere definiti sulla base dell'intervento e dell'evoluzione clinica.


Una vittoria che cambia significato


Il dato più impressionante non è quindi soltanto il 2:11:04. È il fatto che Assefa abbia completato una maratona corsa per quasi tutta la sua durata a ritmo da record mondiale dopo che il tendine aveva iniziato a cedere. Il tempo finale racconta una cosa; gli ultimi due chilometri ne raccontano un'altra. La prima è quella di una campionessa capace di stabilire il record della maratona di Berlino e il terzo crono più veloce della storia. La seconda è quella di un'atleta che, con il corpo ormai in evidente difficoltà, ha continuato fino al traguardo quando il sogno del record mondiale era ormai sfumato.


È proprio questa combinazione a rendere la prestazione di Berlino eccezionale: 2:11:04 non è semplicemente il terzo tempo di sempre, ma il risultato ottenuto in una giornata nella quale Assefa ha corso gli ultimi chilometri con un grave infortunio al tendine d'Achille, arrivando comunque a conquistare la vittoria e il record del percorso.


Una maratona che avrebbe potuto essere ricordata soltanto per il mancato assalto al 2:09:56 diventa così, suo malgrado, una delle prove di resistenza più straordinarie della carriera di Tigst Assefa.

27/09/2026