Campaccio

Intervista alla Campionessa d’Europa under 20 in vista del Campaccio, c’è molta attesa sul suo risultato ‘tra le grandi’

Nata nel 2000 è già campionessa europea di cross under 20, oro conquistato a Tilburg lo scorso 9 dicembre. Lei è Nadia Battocletti ed è la donna italiana più attesa in questa 62^ edizione del Campaccio cross country che si correrà questa domenica 6 gennaio 2019. Ha solo 18 anni ma è già grande ed il Campaccio l’ha vinto diverse volte. Splendidi e sempre positivi i suoi risultati  sui prati di San Giorgio su Legnano: Nel 2014 è 2^ nella gara Cadette in 7’10”, nel 2015 è 1^ tra le Cadette in 6’53”, nel 2016 è ancora vincente, 1^, nel primo anno Allieve in 14’02, nel 2017 è ancora prima tra le Allieve in 14’00” mentre nell’ultima edizione 2018 si è piazzata 11^ assoluta, 2^ junior in 21’18” nella gara ‘delle grandi’ raggruppate Seniores-Juniores.

Nadia, sarà applauditissima ma anche un’osservata speciale, da lei ci si aspetta un gran risultato, cosa che non è avvenuto però per esempio il 31 dicembre scorso alla Boclassic di Bolzano: “Non è stata una gran gara è vero – ammette Nadia – Ho vissuto qualche giorno di stress per cose familiari e la mattina della gara non ho fatto colazione. Ero disidratata, ho sentito fegato e reni induriti. Ora va meglio, sono a Tirrenia e sto migliorando molto. Sto facendo ottimi allenamenti e senza più problemi, quindi per domenica al Campaccio sono molto fiduciosa. Come sempre andrò in gara solo per divertirmi e dare il massimo”.

Intervista a cura degli organizzatori

La trentina della Val di Non è stata la prima donna italiana a vincere e a salire sul podio in 25 edizioni dei campionati europei di cross. E’ già nella storia e parte del merito è da condividere con il padre Giuliano, oggi 43enne, campione del mezzo fondo azzurro con ben 17 presenze in nazionale e un oro a squadre agli europei di cross del 1998 che la allena da sempre. Nadia è una figlia d’arte a tutti gli effetti perché anche la madre Jawhara Saddougui ha un passato da ottima atleta sulle piste del Marocco. Nadia nel 2017 nonostante fosse ancora una diciassettenne della categoria Allieve ha conquistato il bronzo nei 3000m agli europei categoria Junior, e in questa estate 2018 ed è diventata la prima “millennial” a conquistare l’oro al campionato italiano assoluto nei 5000metri a Pescara. L’ultimo successo agli eurocross in Olanda a dicembre l’ha però definitivamente consacrata: “Quel successo mi ha cambiata, prima delle competizioni sono sempre stata nervosa e preoccupata, questa volta ho avuto un approccio diverso, più cattivo e grintoso, più sicuro e fiducioso e questo grazie anche a mio padre. Ora sento di essere cresciuta, sono totalmente me stessa e credo di più in me in gara dove riesco ad impormi meglio”.

Due genitori che sono stati due campioni ma che hanno sulla figlia un approccio differente: “Papà mi allena e mi insegna le traiettorie, le curve e a come si corre sul fango o in pista. Ha un doppio ruolo di padre e allenatore, mi capisce immediatamente ed è tutto sempre molto naturale tra noi. Mia madre mi è vicina sul morale, diciamo che cura di più l’umore e l’aspetto mentale”.

E’ il volto nuovo, pulito e sorridente dell’atletica italiana: “Non credo che però sentirò la pressione, fino ad ora non ho avvertito tutto questo. Mi piace essere d’esempio e prendere le mie responsabilità. Anche se sta diventando un lavoro visto che sono entrata nelle Fiamme Azzurre cerco sempre e solo il divertimento in tutto quello che faccio”.

Corsa e scuola, un binomio non facile da tenere in equilibrio: “Tento sempre di fare tutto al meglio. E’ capitato che ho saltato qualche allenamento perché dovevo studiare,  sto facendo la quinta liceo scientifico e per me la scuola è importante. L’anno prossimo volevo iscrivermi a medicina però ho capito che sarebbe stato davvero inconciliabile con la vita di atleta. Perdere cinque anni di agonismo tra i 20 e i 25 anni sarebbe per me impensabile. Ho optato dunque per architettura che sia chiaro non è un piano B. Nel 2019 ho in programma oltre al Campaccio qualche altro cross e poi le indoor in febbraio con i 1500 ai campionati italiani junior e i 3000 agli Assoluti. Il 24 marzo i mondiali di cross in Danimarca, nel 2017 tra le under 20 sono stata la migliore delle atlete europee”.

Una domanda però sorge spontanea. Qual è la distanza preferita?

“In due sole occasioni ho corso i 5000 metri. I 3000 sono la mia specialità, diciamo una via di mezzo tra i 1500 che adoro e i 5000 metri tutti da scoprire. Nel 2019 non sono più programmati i 3000 piani e per fare i 3000 siepi ci vuole tanta specializzazione, quindi credo che farò 5 e 10000 metri. Non ho quindi una distanza preferita, ho tutto da imparare e tanto da divertirmi”.


04/01/2019
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