Rudy Project

La recensione dei Rudy Project Astral Sphere: l'occhiale italiano con una lente in grado di eliminare i punti piatti e ridurre l'abbagliamento

Foto di MarathonWorld.it

MarathonWorld.it vi porta alla scoperta dell'ultima novità di Rudy Project, il brand 100% italiano specializzato in ottica sportiva, che ha lanciato da qualche settimana gli Astral Sphere, un occhiale con una lente davvero particolare che la renderà perfetta per tutti gli sport all'aria aperta.


Questo occhiale va a completare l'offerta della linea Astral, linea della quale avevamo già recensito l'Astral X, e lo completa con questo modello ideato con una lente sferica, caratteristica che, come vedremo tra poco, sarà decisiva per chi è solito allenarsi in situazioni che prevedono la possibilità che i raggi solari colpiscano direttamente l'occhiale. Non a caso proprio questo modello è stato ideato specificamente per corsa, sci e ciclismo, e testato sul campo dal team professionistico della Bahrain Victorius.


Per vedere al meglio, e da vicinissimo, tutti i dettagli, vi suggeriamo di guardare la videorecensione presente sul nostro canale YouTube, alla quale vi invitiamo a iscrivervi per restare aggiornato sulle ultime novità.




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RUDY PROJECT ASTRAL SPHERE - LE CARATTERISTICHE


Prima di parlare delle lenti, e ci sarà molto da dire, una panoramica su tutto ciò che c'è intorno: così come già visto sugli Astral X, anche in questi Sphere il telaio è realizzato in Rilsan Clear, una bioplastica derivata dall'olio di ricino e priva di BPA, un interferente endocrino, che si inserisce nella visione di Rudy Project di arrivare a un impatto ambientale pari a zero nella produzione dei loro occhiali.


Il tutto è molto molto leggero, alla nostra bilancia il peso è risultato essere poco più di 20 grammi. Poi le aste laterali, che vicino alla lente si presentano rigide, c'è quindi una piacevole sensazione di sicurezza durante l'attività sportiva, e nella loro parte terminale, dove è presente un rivestimento, si fanno sempre più deformabili. Infine il nasello ergonomico, e quindi anche in questo caso adattabile, per una larghezza totale di poco più di 14 centimetri e un altezza di 5.8cm.


Ma arriviamo ora a parlare della lente "sferica" che da il nome all'occhiale: essa ha una forma leggermente bombata al centro, con la funzione di ridurre, se non eliminare, i punti piatti in cui la luce può colpire e quindi abbagliarci.


Entrando di più nel dettaglio, e facendo un paragone con una lente dalla forma tradizionale, va da se che con una lente piatta quando ci troviamo in una situazione in cui abbiamo un'angolazione che permette al raggio solare di colpire direttamente l'occhiale, ci sarà ovviamente una rifrazione ma una determinata quantità di luce riuscirà a passare provocando un abbagliamento. Con una conformazione sferica è abbastanza intuibile che il raggio venga deviato, sia esternamente che internamente alla lente, con una conseguente diminuzione del fastidio dovuto ai repentini cambi di luce o nelle situazioni con sole basso.


E come effetto secondario di questa "bombatura" centrale, avremo una lente di superfice maggiore che ottimizza la visione periferica, ma in ogni caso anche negli altri modelli Rudy Project che avevamo provato c'era sempre stata una copertura completa del campo visivo, ma soprattutto un maggior spazio tra lente e viso che favorirà la ventilazione e renderà praticamente impossibile l'appannamento.


Per quanto riguarda i modelli, abbiamo 2 diverse lenti, le Impact X2 fotocromatiche e le Polar 3Fx Multilaser polarizzate. Le prime hanno un brevetto esclusivo di Rudy Project e che, oltre a essere infrangibili, offrono la massima adattabilità alle diverse condizioni di luce, mentre le Polar hanno dei filtri e delle tecnologie superiori che ottimizzano i vari parametri e le rendono anche idrofobiche.


L'occhiale con la Impact X2 ha un prezzo che va dai 179 ai 199€ e quello con la Polar 3fx di 209€. Una cifra che per un occhiale di alto livello come questo è abbastanza basso rispetto alla concorrenza, considerando anche che, come detto in numerose occasioni, la lente fotocromatica o polarizzata è qualcosa di decisamente diverso rispetto a una lente normale...ribadiamo poi per l'ennesima volta che stiamo parlando di oggetti che una volta acquistati hanno una vita praticamente eterna.


Terminando con le specifiche, in fase di acquisto, oltre che alle 2 diverse lenti abbiamo una massima possibilità di personalizzazione con 7 diversi colori per la montatura, 6 diversi colori per le lenti che si differenziano ulteriormente con 4 categorie di filtro. Sul sito ufficiale del brand a ogni combinazione è presente la descrizione dettagliata con le raccomandazioni di utilizzo. Nel nostro caso abbiamo una lente Impact X2 Laser Purple che in base alle condizioni di luce spazia da un filtro del 48% fino ad arrivare al 92% e che lo rende quindi adatto negli sport in ambienti naturali quando ci troviamo ad affrontare frequenti cambi di luce.



Foto di MarathonWorld.it


RUDY PROJECT ASTRAL SPHERE - LA PROVA IN CORSA


Abbiamo già detto praticamente tutto su questo occhiale e sulla sue caratteristiche, non resta che confermare, come peraltro già fatto con tutti gli altri modelli Rudy Project che vi avevamo presentato, l'assoluta capacità dell'occhiale di rimanere incollato al volto in tutte le situazioni, compresa quella più "traumatica" ovvero durante le ripetute veloci, quando abbiamo una sollecitazione massima. C'è poi una bella sensazione di presa che hanno le aste laterali, che fanno sentire la loro presenza ma che non solo assolutamente invasive.


Tornando sulle lenti, sappiamo bene che quelle fotocromatiche sono in grado di adattarsi alle variazioni di luce: che si stia correndo o pedalando sotto il sole d'agosto oppure nel bel mezzo dell'ombra di una foresta, avremo una percezione identica della luce.


Con occhiali di alta gamma come questo si va oltre la semplice definizione di occhiale come mezzo dalla protezione dei raggi solari, ma abbiamo una vera e propria maschera che può aiutarci a proteggerci non solo dal sole ma anche da tutti gli altri agenti atmosferici che sia pioggia, freddo o vento.


Infine la conformazione sferica della lente: se con una lente fotocromatica tradizionale l'unico momento critico è quello di un passaggio tra due luminosità diverse, quando la lente ha un tempo tecnico di adattamento, con questa bombatura questo periodo, ovvero quello nella quale si può essere accecati, è decisamente ridotto rispetto agli altri modelli e quindi, oltre a un fatto puramente funzionale, per chi corre o pedala su strada ci sarà un elemento di sicurezza in più.



28/03/2025