Approfondimento
Il nuovo cronometraggio: cosa cambia nelle corse
Per anni, in una gara podistica, il tempo era una faccenda relativamente semplice: si dava il via e si fermava il cronometro al traguardo. Ma oggi la storia è un po’ diversa. Con il passare degli anni la passione per la corsa è diventata trasversale, conquistando tutte le generazioni. Questo ha portato a un numero sempre più elevato di amatori che, spesso per sfida personale, si sono sempre più iscritti alle grandi corse. Ovviamente, un numero sempre più grande di partecipanti ha reso un po’ più complicato anche il timing della corsa, rendendo il vecchio metodo di calcolo vetusto e insufficiente. Migliaia di persone che partono insieme hanno reso necessario un sistema capace di riconoscere ogni singolo atleta, misurarne il tempo reale e restituire i dati in tempo quasi immediato. È qui che entra in gioco la tecnologia del cronometraggio a chip. D’altronde il ricorso alla tecnologia è ormai consolidata consuetudine anche ai più alti livelli professionistici. Si pensi all'evoluzione della telemetria nei motori, ad esempio. Proprio come gli amatori, i grandi protagonisti delle gare internazionali e anche delle scommesse sportive non contano solo sulle rispettive abilità personali, ma fanno affidamento su una serie di strumenti complessi per studiare le loro stesse prestazioni e migliorarle.
Dal cronometro manuale al chip
La svolta è arrivata con il transponder, un piccolo chip applicato al pettorale o alla scarpa che comunica con le antenne posizionate lungo il percorso. Ogni volta che il corridore attraversa un punto di rilevamento, il suo passaggio viene registrato in automatico. I primi sistemi lavoravano su frequenze più basse e obbligavano gli organizzatori a stendere più linee di rilevazione a terra per non perdere passaggi; quelli attuali sfruttano invece la tecnologia UHF con algoritmi anti-collisione capaci di leggere centinaia di chip al secondo, un requisito indispensabile quando dietro la linea di partenza si accalcano decine di migliaia di runner. Il chip, spesso monouso, viene consegnato con il pacco gara e non deve essere rimosso, pena l'esclusione dalla classifica.
Gun time e tempo netto
Ormai la tecnologia e le innovazioni sono entrate a gamba tesa in ogni sport, e anche nella maratona. Pensiamo allo studio che si fa anche sulle scarpe dei maratoneti, in grado di migliorare le loro performance, come è successo con le scarpe di Sebastian Sawe, vincitore della Maratona di Londra del 2026. E allo stesso modo la tecnologia sempre più raffinata entra anche nello starter. Qui, oggi, soprattutto per quanto riguarda l’atleta amatoriale, si fa una distinzione tra due tempi. Il gun time (o tempo ufficiale) parte dallo sparo dello starter e vale per le classifiche assolute; il tempo netto (o real time) scatta invece quando il singolo corridore oltrepassa fisicamente la linea di partenza. Al di là delle classifiche delle maratone italiane e mondiali, per chi si trova nelle retrovie di una maratona affollata, questa seconda misurazione è ben più realistica, perché non tiene conto dei minuti persi in attesa di muovere il primo passo. A questi due dati si aggiungono i rilevamenti intermedi ai vari chilometri, utili per ricostruire l'andamento della prova.
Non è un dettaglio da poco. Nelle prove più partecipate, dallo sparo può passare parecchio tempo prima che gli atleti in coda taglino davvero la linea di partenza, e senza il tempo netto le classifiche di massa risulterebbero falsate. Per questo oggi quasi tutte le grandi corse pubblicano entrambi i valori, riservando il gun time alle graduatorie ufficiali e il chip time alla soddisfazione personale di ciascun partecipante.
Rilevamenti in tempo reale
L'altra grande novità riguarda la diffusione dei dati. I decoder ai punti di controllo sono sincronizzati via GPS e inviano le informazioni attraverso la rete mobile, così i tempi vengono pubblicati quasi in diretta. Amici e familiari possono seguire il proprio atleta chilometro dopo chilometro, mentre gli organizzatori riducono i tempi di chiusura delle strade e semplificano la gestione dell'evento. A completare il quadro ci sono spesso rilevazioni intermedie a sorpresa, pensate per garantire la correttezza delle classifiche ed evitare che qualcuno tagli il percorso. Un salto di qualità che ha reso le corse più trasparenti e più coinvolgenti anche per chi resta a bordo strada.
25/08/2026
Ti potrebbe interessare anche:
Girma Castelli domina la 13ma edizione della Corsa dei 100 di Porcari, al femminile doppietta Lucaaci
L’Associazione Italiana Arbitri dà ufficialmente il via alla XII edizione della RefereeRUN: ecco tutti gli appuntamenti in programma
Il calendario di tutte le gare nazionali omologate che si disputeranno in Italia a settembre: in programma oltre 50 manifestazioni
"Questa credo sia stata la mia ultima gara", l'annuncio di Daniele Meucci dopo la Maratona dei Campionati Europei
Tutte le ultime news in vista della Grande Corsa sul Sentiero Roma in programma sabato 22 agosto
