Venicemarathon

Peter Kwemoi Ndorobo firma il record maschile alla Venicemarathon 2026, Jackline Jerono vince la gara femminile dopo un problema al rifornimento

Foto di Organizzatori

Peter Kwemoi Ndorobo e Jackline Jerono sono i vincitori della 40ª Venicemarathon, disputata domenica 25 ottobre 2026 sulla distanza di 42,195 km da Stra a Venezia (QUI I RISULTATI DELLA MEZZA - QUI I RISULTATI DELLA 10KM). Il keniano firma il nuovo primato della gara con una prestazione che migliora il precedente record di Solomon Mutai, mentre la connazionale si impone al termine di un finale combattuto, rimontando l’etiope Alemaz Teshale dopo un problema al rifornimento.


Ndorobo chiude in 2:07:31, abbassando di 10 secondi il precedente limite di 2:07:41 stabilito dall’ugandese Mutai nel 2023. Alle sue spalle arrivano l’etiope Berhanu Tarto Yatede e il keniano Dikson Simba Nyakundi, entrambi sotto il precedente record della manifestazione. Sono otto gli atleti capaci di scendere sotto le 2 ore e 10 minuti, in una gara maschile di elevato livello tecnico.


La prova femminile si decide invece negli ultimi chilometri, dopo una gara condotta a lungo da un gruppo ristretto di atlete africane. Jerono riesce a recuperare lo svantaggio accumulato dopo essersi fermata al rifornimento del 40° km e completa la rimonta a circa due chilometri dall’arrivo, prima di allungare nel tratto conclusivo. Teshale chiude seconda, davanti a Worknesh Alemu Mola.


La Venicemarathon, arrivata alla 40ª edizione, si sviluppa lungo il percorso da Villa Pisani a Stra fino al traguardo di Riva Sette Martiri, nel cuore di Venezia. Il passaggio sul Ponte della Libertà e i 14 ponti dell’ultimo tratto cittadino rappresentano alcuni dei punti più impegnativi della gara, soprattutto quando le condizioni della pavimentazione rendono più difficile la corsa.


I risultati completi


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La cronaca della gara maschile


La gara maschile parte su ritmi molto elevati. Al passaggio ai 10 km il gruppo di testa, composto da 16 atleti, transita in 29:59. Il ritmo resta sostenuto anche nella prima metà della maratona: al chilometro 21,097 sono ancora in 15 a condurre, con un passaggio di 1:03:39. La selezione procede gradualmente e al 30° km, nel Parco San Giuliano, sono rimasti in dieci al comando. Il rilevamento è di 1:31:05 e lascia presagire una possibile gara sotto il record della manifestazione, soprattutto considerando la qualità del gruppo di testa.


La svolta arriva sul Ponte della Libertà. Peter Kwemoi Ndorobo aumenta l'andatura e comincia a fare selezione, riuscendo a ridurre sensibilmente il numero degli avversari ancora in grado di seguirlo. Soltanto Berhanu Tarto Yatede riesce a rimanere con il keniano, mentre gli altri inseguitori perdono progressivamente contatto.


L’ingresso a Venezia presenta ulteriori difficoltà: in diversi tratti il fondo è scivoloso a causa dell’acqua alta delle ore precedenti. Con il susseguirsi dei 14 ponti, Yatede perde terreno e Ndorobo può consolidare il proprio vantaggio. Dikson Simba Nyakundi prova a ricucire lo strappo per conquistare la seconda posizione, ma il leader non concede occasioni.


Ndorobo taglia il traguardo in 2:07:31 e migliora di dieci secondi il precedente record della Venicemarathon. Yatede conclude in 2:07:47, mentre Nyakundi completa il podio in 2:07:56. Tutti e tre gli atleti scendono sotto il precedente primato di Mutai, in una classifica che conferma l'elevato livello della competizione.

Alle loro spalle altri cinque atleti terminano sotto le 2:10:00. Il primo italiano è Umberto Persi, 14° al traguardo.


La cronaca della gara femminile


Anche la prova femminile si sviluppa inizialmente su ritmi sostenuti. Al 10° km sono otto le atlete nel gruppo di testa, con un passaggio in 34:55. Alla mezza maratona, raggiunta in 1:14:01, restano davanti Jackline Jerono, Domtyla Lagat, Worknesh Alemu Mola e Alemaz Teshale.


La situazione non cambia in modo significativo fino al 30° km, raggiunto in 1:44:32. La selezione decisiva arriva sul Ponte della Libertà, dove Alemu Mola perde contatto e lascia la contesa per la vittoria a Jerono e Teshale.


Il finale riserva però un colpo di scena. Al rifornimento del 40° km, Jerono ha un problema con la borraccia e si ferma per raccoglierla, cedendo alcuni metri all’etiope. La keniana riparte immediatamente all’inseguimento e riesce a ricucire il distacco a circa due chilometri dall’arrivo.


Una volta completata la rimonta, Jerono cambia nuovamente ritmo e si allontana da Teshale nell’ultimissimo tratto, conquistando la vittoria in 2:26:16. L’etiope chiude appena sette secondi più tardi, in 2:26:23, al termine di una prova che rappresenta un ottimo esordio in maratona per un’atleta con un importante passato giovanile in pista. Il terzo posto va a Worknesh Alemu Mola, che conclude in 2:28:46. La prima italiana è l'ultramaratoneta azzurra Federica Moroni, ottava in 2:49:39.


25/10/2026