Tot Dret

Chiude il Tot Dret 2018, una gara tecnica e affascinante: ecco i risultati finali al termine dei 130km

Sono 130 i chilometri percorsi (movimentati dai 12 mila metri di dislivello positivo), 319 gli iscritti, 258 quelli che hanno effettivamente preso il via l’11 settembre da Gressoney-Saint-Jean, 120 quelli che hanno chiuso la gara nel tempo massimo previsto, 44 ore, sei in più che nella passata edizione. Vittoria nella categoria maschile per il piemontese Marco Mangaretto, mentre il successo in quella femminile è andato alla veneta Francesca Pretto.

Al di là dei dati e dei vincitori che hanno caratterizzato la seconda edizione del Tot Dret, andata in archivio oggi alle ore 17, orario previsto per l’arrivo dell’ultimo concorrente, va sottolineato quanto sia stata gara vera, impegnativa, tecnica e al tempo stesso affascinante, per l’accoglienza, il tifo e i paesaggi d’alta montagna e la festa al traguardo.

La chiusura dei cancelli non ferma però il team “Gamba in Spalla”, composto da Francis Desandré, Fabienne Sava Pelosse, Lino Cianciotto , Massimo Cavenago e Moreno Pesce: una squadra di cinque amputati che stanno affrontando in queste ore il Tot Dret, a staffetta.
I cinque si stanno dando il cambio sui colli dell’alta via n° 1 combattendo contro i propri limiti, ma anche per aiutare a combattere, tramite la pratica dello sport, i pregiudizi nei confronti della disabilità e agevolare il recupero psico-fisico delle persone affette da disabilità. Tutto questo sarà raccolto in un documentario che diventerà un prezioso strumento di divulgazione da proiettare all'interno di festival tematici sullo sport, sulla montagna, sull'inclusione sociale.

Mentre gli atleti del Tot Dret passeggiano per Courmayeur indossando con orgoglio la loro maglia di finisher, il cuore del Tor des Gèants® pulsa a ritmo sostenuto nella seconda parte del percorso, in vista dell’ambito traguardo di Courmayeur, che dovrà essere superato entro il limite delle 150 ore, dunque sabato pomeriggio.

Chi fino ad ora si è lagnato per il caldo eccessivo, da oggi pomeriggio fino a domani dovrà tirar fuori dallo zaino le protezioni antipioggia, perché il servizio meteo della Regione Valle d’Aosta varato apposta per il TOR prevede il passaggio - fortunatamente rapido - di nuvole temporalesche e un consistente abbassamento della temperatura in quota.

Perciò coperti e ben caldi nell’affrontare le alte cime e macchina fotografica a portata di mano (insieme ai ramponcini). Chissà se il colle più alto della parte finale, il mitico Malatrà, che sfiora i 3000 metri, non voglia presentarsi, ormai quasi una tradizione, con un sottile velo di neve addosso.


14/09/2018
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