Cervello vincente nello sport

Il cervello vincente è una delle carte migliori da giocarsi in ambito lavorativo e sportivo per poter eccellere

Un "cervello vincente" è senza dubbio una delle carte migliori da giocarsi sia in ambito lavorativo che sportivo per poter eccellere. Ma quali sono i piccoli accorgimenti da adottare per arrivare pronti all'appuntamento clou della stagione?

Aiace Rusciano, neuroscenziato e psicologo che da anni collabora con club di Serie A, Moto GP, atleti olimpionici nonchè responsabile dell'area neuroscientifica di AC Milan Lab 2.0, nel suo libro ci indica la "via maestra" per poter essere pronti non solo a livello fisico ma anche sotto l'aspetto psichico. Ecco alcuni consigli:


L'importanza dello stile di vita nella prestazione: alimentazione e attività fisica

L’alimentazione puo` essere utilizzata per potenziare, indirettamente, funzioni cognitive quali la vigilanza, il controllo esecutivo, la risoluzione creativa dei problemi e la regolazione emotiva.

Sono due le modalita` attraverso le quali questo e` possibile: modificando l’attivita` del sistema nervoso centrale e periferico o alterando l'attivita` dell'asse intestinocervello.

In entrambi i casi, l'idea e` che la modulazione di questi sistemi puo` indirettamente migliorare le prestazioni cognitive.

Pensa solo al consumo di caffeina che, almeno nel breve periodo, garantisce stati di eccitazione e vigilanza e puo` migliorare le capacita` cognitive anche in condizioni di limitazione o privazione del sonno.

Una ricerca interessante ha dimostrato che tre caffe` al giorno (per cui il corpo assorbe 200 mg di caffeina) possono migliorare la vigilanza e i tempi di reazione agli stimoli ambientali anche dopo 72 ore di privazione del sonno.

Quindi, se non hai dormito per tre giorni e non hai idea di come affrontare l'impegno che ti attende, una delle cose (anche se forse non la migliore) che puoi fare e` fermarti in ogni bar che incrocerai uscendo di casa e inondare il tuo corpo di caffeina (possibilmente senza zucchero).

Ora, scherzi a parte e tenendo bene a mente i possibili effetti collaterali di troppi caffe`, e` indubbio il potere di questa molecola alcaloide sul nostro rendimento tanto che l’esercito americano, sulla base dei risultati sugli effetti di potenziamento del caffe` sulla prestazione, ha sviluppato un protocollo che prevede l'integrazione della caffeina nelle razioni di combattimento, fatta assumere ai soldati anche attraverso le gomme da masticare e le barrette energetiche.

Il microbiota umano è invece quell’insieme di microrganismi, tra cui batteri, virus e funghi che fanno parte di noi. Si`, siamo fatti anche di questi elementi e l’intestino e` il luogo dove si possono trovare in gran quantita`.

Bene, la salute del nostro microbiota e` collegata non solo al nostro stato di benessere fisico in generale, ma anche alle nostre prestazioni cognitive.

In particolare, la somministrazione di probiotici puo` alterare il turnover di dopamina e serotonina nella corteccia frontale e nel sistema limbico.

Per esempio, il ceppo batterico Bifidobacterium longum, ha dimostrato di avere un impatto positivo sullo stress percepito, sulla qualita` del sonno e sul rilascio di cortisolo.

Assumere quotidianamente questi ceppi influisce favorevolmente sulle prestazioni cognitive sia favorendo una maggiore attenzione e capacita` di apprendimento, sia riducendo i disturbi dell'umore.

In particolare, è stato dimostrato come l’assunzione prolungata di probiotici puo` aiutare a ridurre i pensieri negativi associati all’umore triste, giocando un ruolo di primo piano nella reattivita` cognitiva quale fattore predittivo per la depressione.

Insomma, sembra proprio che la ricerca confermi le parole del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach che gia` a meta` dell’Ottocento scriveva: “I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri e sentimenti. (...) Se volete far migliorare il popolo, in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un’alimentazione migliore. L’uomo e` cio` che mangia”.

Un altro potenziatore della performance che agisce indirettamente e che abbiamo tutti a disposizione e` l’attivita` fisica.

Si sa che l'attivita` fisica fa bene al corpo, sia dal punto di vista estetico, rendendoci piu` attraenti, ma anche in ottica di prevenzione della maggior parte delle patologie croniche piu` gravi, come l’infarto, l’ipertensione, il diabete.

Quello che non si sa, o si sa meno, e` che l’attivita` fisica influenza anche il funzionamento del nostro cervello, rendendoci piu` prestanti e migliorando i nostri processi cognitivi se siamo persone attive, o limitandoci se siamo pigre.

L’esercizio fisico, infatti, e` in grado di produrre dei cambiamenti biochimici che modificano i processi cognitivi e il nostro stato emotivo.

Numerosi studi si sono concentrati sull’analisi dell’effetto dell’esercizio fisico sul miglioramento delle prestazioni cognitive nella popolazione di studenti (per il semplice fatto che e` piu` facile valutare l’effettivo miglioramento) ed e` stato dimostrato che l’esercizio fisico influenza positivamente il rendimento scolastico, l’intelligenza, le abilita` percettive e le abilita` verbali e matematiche nei bambini in eta` scolare.

Inoltre, nella popolazione adulta, l'allenamento con esercizio aerobico migliora l'attenzione, la velocita` di elaborazione degli stimoli, la funzione esecutiva e la memoria. Non solo; sembra proprio che il cervello di persone fisicamente attive invecchi meno e piu` lentamente delle persone pigre.

Due, in particolare, sono le funzioni cognitive fortemente correlate alla pratica fisica: l’attenzione e la memoria.

Riguardo alla prima, un gruppo di ricercatori dell’Universita` di Granada ha confrontato due gruppi di giovani adulti durante un’attivita` cognitiva di vigilanza psicomotoria della durata di 60 minuti.

Il primo gruppo era formato da individui che praticavano regolarmente attivita` fisica, mentre l’altro da persone che conducevano uno stile di vita sedentario. Analizzando i cambiamenti della fisiologia del cervello delle persone coinvolte si e` osservato che quelli che praticavano regolarmente attivita` fisica mantenevano piu` a lungo l’ampiezza del potenziale P300, associato alla capacita` di focalizzare l’attenzione in modo efficiente nel corso del compito assegnato, rispetto al gruppo di sedentari.

Questi e altri risultati suggeriscono che chi pratica sport presenta un funzionamento bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e autonomo, ovvero tra il cervello e il cuore, piu` efficiente.

Inoltre, lo sport aiuta a memorizzare meglio.

All’Istituto Donders for Brain Cognition and Behaviour dell’Universita` di Radboud, in Olanda, e` stato realizzato uno studio al fine di scoprire l’effetto dell’attivita` fisica dopo un’attivita` di memorizzazione.

I risultati hanno rivelato che i soggetti del gruppo che aveva fatto sport quattro ore dopo l’attivita` di memorizzazione ricordavano meglio le informazioni rispetto agli altri due gruppi.

Visti i benefici dell’attivita` fisica sul cervello si potrebbe parlare di una Educazione fisica brain-based, l’allenamento fisico non solo per il corpo ma anche (e, in alcuni casi, soprattutto) per la mente.

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09/04/2022