Coronavirus

Coronavirus e Attività Fisica: verso la Fase 2 dal 4 maggio. Le indiscrezioni di oggi lanciate dai principali quotidiani

Grandi manovre all'orizzonte in vista del prossimo decreto legge che sarà in vigore dal 4 maggio. Oggi, giovedì 23 aprile, andiamo a scoprire alcune indiscrezioni, per quanto riguarda lo sport, pubblicate dai principali quotidiani nazionali.
 
Un po tutti affermano che le specifiche potrebbero essere rese note già a cavallo di questa settimana in modo da dare l'opportunità alle diverse parti in causa di organizzarsi, tuttavia restano moltissimi i dettagli da limare e non è escluso che ciò avvenga a ridosso della scadenza del DPCM (3 maggio). Qualora questa ipotesi sia confermata pare ovvio che, sopratutto per la riapertura degli impianti sportivi, ci vorrano ulteriori giorni per "mettersi in regola" e la riapertura degli stessi inevitabilmente slitterà.
 
 
La Gazzetta dello Sport parla di riapertura graduale: dal 4 maggio consentiti gli allenamenti individuali anche lontano da casa con il nuovo decreto che potrebbe avere una durata di 15/20 giorni e, qualora le condizioni lo consentano, riaprire gradualmente anche a forme di sedute collettive che permetterebbero di conseguenza di pensare all'organizzazione di partite/gare da inizio giugno. Naturalmente per queste ipotesi è prematuro parlarne ma anche nella bozza della FIDAL, trapelata nell'ambiente nei giorni scorsi, si parlava dell'obiettivo di tornare ad organizzare gare provinciali in pista proprio da giugno.
 
 
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Il Corriere della Sera è più "esplicito" e scrive che "Dal 4 maggio sarà possibile tornare ad allenarsi individualmente e dunque si potrà fare jogging e anche sport all’aperto. La distanza sale però ad almeno due metri. I professionisti potranno tornare nei centri, ma sempre lavorando da soli oppure con un preparatore ma a rispettando il distanziamento". Ci sarebbe poi la volontà di riaprire parchi e giardini anche se, come riportato dal quotidiano, la decisione finale sarà influenzata dalla volontà dei Sindaci che dovranno ritirare le rispettive ordinanze comunali.
 
Capitolo che più sta a cuore degli sportivi solo le mascherine: dal comitato tecnico scientifico emergerebbero pareri contrastanti circa l'effettiva validità delle stesse come metodo di prevenzione, anche se rimangono un dispositivo consigliato. Molti governatori sono inflessibili sull'argomento, come quelli di Veneto e Friuli, e si andrebbe quindi verso l'obbligo di coprire le vie aeree per uscire di casa anche in caso di attività fisica e, aggiungiamo noi, dal punto di vista "civico" questo è un passo doveroso in quanto escludendo la categoria degli sportivi da tale obbligo si alimenterebbe ancor di più la "caccia al runner" avvenuta nelle ultime settimane.
 
Infine La Stampa riporta un'interessantissima proposta sul tavolo del Sindaco di Torino Chiara Appendino: con l'inizio della "Fase 2" il Comune trasfomerà i parchi in palestre all'aria aperta (vista l'impossibilità di far riaprire queste strutture) affidando ai professionisti del settore l'organizzazione degli allenamenti, tale soluzione è allo studio in collaborazione con il Politecnico che sta seguendo il "Modello Cina" dove tale soluzione è già stata adottata.

23/04/2020
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