Maratona di New York

Geoffrey Kamworor vince la 47ma edizione della New York City Marathon, al femminile impresa di Shalane Flanagan

Sono a sorpresa Geoffrey Kamworor (2h10'53") e Shalane Flanagan (2h26'53") i vincitori della 47ma edizione della New York City Marathon: gara maschile sottotono e che si è accesa negli ultimissimi chilometri quando il keniano ha prima fatto la differenza per poi riuscire a resistere all'imperioso sprint del connazionale Wilson Kipsang.

Al femminile la Flanagan riporta gli USA a vincere a New York addirittura dopo 40 anni con una Straordinaria Sara Dossena che scende sotto le 2h30' all'esordio sulla distanza risultando essere la migliore atleta europea sul traguardo (6°).

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Gara femminile che ha visto la Dossena prendere le redini della gara sin dopo il via: la triathleta azzurra, quest'anno arrivata ad un eccellente 1h10'39" sulla mezza, sfrutta un ritmo decisamente lento per mettersi davanti e fare l'andatura per oltre 15km. La prima svolta, come di consueto, sul ripido Queensboro Bridge con Mary Keitany, proprio ieri insignita del prestigioso premio AIMS, che sgrana notevolmente il gruppo che si ridurrà fino a 9 unità: la Dossena paga qualche metro per poi rientrare sulle battistrada e mettersi di nuovo al comando mentre in precedenza, poco prima della mezza maratona, si era staccata Emma Quaglia, transitata a metà gara in 1h16'39" contro l'1h16'18" delle prime.

Qualche chilometro più tardi le africane inziano a fare sul serio cercando di recuperare i molti minuti persi nella parte iniziale: Keitany, Kiplagat, Deba, Saina e Daska mettono alle corde Dossena, Flanagan e Vrabcova che tuttavia riescono a rimanere incollate alle più quotate avversarie.

Al 30mo chilometro la proiezione finale torna a farsi interessante, ovvero a cavallo delle 2h30', con il gruppo delle battistrada che si fa sempre più allungato: la prima ad alzare bandiera bianca è Buzunesh Deba seguita da Aliphine Tuliamuk.



Il punto di svolta al 33mo chilometro con un gruppo di tre atlete che scappa via: si tratta di Mary Keitany, Mamitu Daska e la sorprendente statunitense Shalane Flanagan. Sara Dossena stringe i denti e si mantiene nel gruppetto delle inseguitrici su ritmi di poco inferiori alle 2h30'. Shalane Flanagane rompe gli indugi dopo 36km riuscendo a staccare sia l'etiope sia la keniana, vincitrice delle ultime tre edizioni: la 36enne del Colorado entra in Central Park con una decina di metri di vanaggio sulle avversarie, metri che diventaranno alcune centinaia nel corso dei chilometri finali.

Nessuna è capace di riprendere la Flanagan che taglia per prima il traguardo riportando gli Stati Uniti sul gradino più alto del podio della Maratona di New York femminile dopo 40 anni esatti. Sul podio la vincitrice delle ultime 3 edizioni Mary Keitany (2h27'54") e l'etiope Mamitu Daska (2h28'08"). Dietro la lotta per la quarta posizione è altrettanto entusiasmante con Edna Kiplagat (2h29'36") che riesce a conservare la quarta posizione davanti alla statunitense Allie Kieffer e ad una straordinaria Sara Dossena, sesta in 2h29'39". CLICCA QUI PER GLI INTERMEDI DELL'AZZURRA

Emma Quaglia chiude con un buon 2h34'10" mentre Gloria Giudici completa le fatiche in 2h47'30":



Gara maschile che si è sviluppata su ritmi altrettanto lenti nella prima parte: un gruppo davvero numeroso si è messo in marcia trainato dalla spinta iniziale del sorprendente olandese Michel Butter, poi non succede niente per molti chilometri. Prima del 20mo chilometro è il campione uscente e campione del mondo a Pechino 2015 Ghirmay Ghebreslassie a provare la sfuriata, l'eritreo è marcato a vista dal co-favorito della vigilia ed ex primatista del mondo Wilson Kipsang ma è un falso allarme: l'accelerazione dura davvero poco e la seguente fase torna a farsi lenta.

Nemmeno il Queensboro Bridge aiuta a capire qualche cosa di più con un gruppo di 12 atleti che transita al 25mo chilometro senza sussulti, in precedenza il passaggio a metà gara era risultato essere di 1h06'09".

Nessun sussulto addirittura fino all'ingresso in Central Park dove alza bandiera bianca, ritirandosi, Ghebreslassie con 4 atleti che si giocheranno la vittoria: Wilson Kipsang, Geoffrey Kamworor, Lelisa Desisa e Lemi Berhanu. Kamworor, già iridato nella corsa campestre, è il primo a mettere il piede sull'acceleratore riuscendo a prendere un discreto margine sugli avversari.



Kipsang prova a reagire ma il margine preso dal connazionale è davvero importante ed il gap non sarà più colmato: Geoffrey Kamworor vince la 47ma edizione della New York City Marathon in 2h10'53" con Kipsang che è autore di un ultimo 500m da paura che lo porterà a chiudere a soli 3" dal connazionale. Sul podio anche Lelisa Desisa (2h11'32") mentre chiude la carriera tra due ali di folla Meb Keflezighi (2h15'29").

Francesco Puppi non va oltre le 2h25'35".


05/11/2017
Running News 24h


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